welcome – art residency in Brnò

Il tema dell’accoglienza… una trappola in realtà, una ragnatela.

Quando ero li, a Brno a trattar questo tema – argomento e a viverlo epidermicamente, ho avuto paura a volte di cadere in una nuova me.

Una sottile, ma potente doppia identità è emersa forte e mi risucchiava, da un lato e dall’altro. Ho scoperto che tuffandomi di la e di qua, tra l’essere concava e convessa emergono nuovi nodi, nuovi aspetti, nuovi grovigli.

Sono come una che scava sempre senza mai trovare una fine.

 

 

Different ways, il titolo dell’opera mi è parso adatto perché indica nuove strade, ma anche nuovi modi differenti, un’ambivalenza forte tra il liquefarsi e il coagularsi.
In entrambi i casi, sia del lavoro svolto a Brno sia di quello svolto in Italia nel mio studio, la matrice è la medesima, una volontà che mi spinge a scavare e a cercare ancora, sempre.
Un vizio ormai incarnato naturalmente nel mio corpo, nell’ordine dei pensieri o più semplicemente nella giornata.
Se potessi, nuoterei sotto e sopra come i miei fili, poi mi tufferei e mi farei risucchiare da quel foro per passare dall’altra parte e poi ancora mi ritufferei per farmi risucchiare ancora.
Cosa accade in quel passaggio? Non so precisamente. So che accade sovente, ma non è sempre cosi divertente, a volte pizzica.
A volte stringe troppo forte come in quel sogno che feci li a Brnò, qualcuno cercava di legarmi i polsi e io scappavo anche se il pizzicore dopo la stretta ha sempre il suo fascino ti fa sentire finalmente che ci sei, che c’è che scorre…
Forse questo è il senso che mi spinge! Sentire sempre più profondamente che ci sono… ora, in modo sempre più vittorioso, trionfale…

Exhibition in Forte Marghera – Venezia Italy – Primo premio della giuria