come quando nasci

Non ci è dato di ricordare il momento in cui nasciamo. Ascoltando le voci e i racconti, costruiamo una memoria di riflesso di quel momento, fatta di elementi essenziali e stonati. Ci è data invece l’occasione di nascere, rinascere e morire numerose volte durante una stessa vita, durante uno stesso anno, a volte durante uno stesso istante. Questa è la nostra più grande ricchezza. E’ il continuo vestirsi e spogliarsi che ci permette di cercare, scavare e trovare nuovi indizi collegati ad altri indizi e ad altri ancora e alla fine, semmai ce ne sarà una sola, una delle tante, smascherare l’illusione dell’impermanenza e svelare il senso di quegli indizi originari, il fluire dell’esistenza.

Ho affidato a queste opere il compito di perlustrare la relazione dinamica e provvisoria che si crea tra l’individuo e il suo ambiente, ciò che i singoli individui pongono al centro della propria vita, le loro convinzioni di base o volontà di richiamo e l’effetto di queste sulla vita individuale e di conseguenza sull’ambiente di cui è imbevuta.

 

Io non ricordo, nessuno può,

ma il vestito che indossavo, quello si

me lo mise mia madre: ospite inattesa.

Socchiudo gli occhi al sole e vedo mio padre correre

per sigillare il mio arrivo con un nome a sua scelta.

Scava Patrizia, scava, perché la s

incerità richiede pazienza e una pala.

Tre indizi al mio attivo:

un vestito, un nome, una pala.

 

“qualcuno ” – cm 120×40

 

 

“My sediment” first composition

 

 

Sfoglieggo

 

 

 

The Exhibition by Nuvole art gallery